Campagna elettorale al via. Il valzer delle smentite

Dopo mesi di silenzio totale, l’ambiente politico di Gioia del Colle entra in fermento in vista delle prossime amministrative che probabilmente si terranno a giugno.

E’ bastato un nostro articolo di ieri sulle indiscrezioni legate ai dialoghi e ai contatti tra vari gruppi politici che oggi ci sono piovute una serie di formali smentite da parte di alcuni protagonisti.
Questo succede perché in una fase come questa in cui sono scomparsi i partiti tradizionali e mancano i riferimenti, tutti parlano con tutti, non esistono confini di territorio tra destra e sinistra e molti non vogliono far sapere pubblicamente con chi dialogano.

I primi a smentire ieri sera con una nota ufficiale sono stati i componenti di Gioia in famiglia: quanto riferito al nostro gruppo “Gioia in Famiglia” non corrisponde al nostro reale percorso di confronto con le diverse forze politiche della città. Questo confronto è finalizzato alla selezione della miglior classe dirigente, avendo come unico obiettivo il bene di Gioia del Colle”.

Ma noi avevamo semplicemente affermato di un dialogo con il nascente gruppo di Area Popolare capeggiato da Leonardo Dongiovanni. Una smentita che ci è sembrata esagerata.
E’ certo invece che la stessa Gioia in famiglia, in cui militano tra gli altri Tommaso Bradascio e Giovanni Masi (ex consiglieri comunali), si è fatta promotrice di un incontro fissato per domani con i gruppi del cosiddetto polo civico (Mastrangelo, Benagiano, Stasi, Capano, De Leonardis).

Eppure a quanto ci risulta, una delle regole che il polo civico si è dato al suo interno è di non candidare nel proprio cartello elettorale persone che a vario titolo siano stati protagonisti nell’ultima maggioranza di governo.

Invece nel polo civico la candidatura unitaria di Giovanni Mastrangelo a sindaco, che sembrava in dirittura d’arrivo, è stata messa in discussione.
Il gruppo “Ora” di Andrea Benagiano ha posto sul tavolo delle trattative la candidatura dell’avvocato Lucio Romano, mentre rimangono ancora in piedi quelle del preside Rocco Fazio e dello stesso Mastrangelo.
Vincenzo Lamanna invece propone le primarie di coalizione per scegliere il candidato sindaco e lascerebbe il simbolo di Forza Italia per rafforzare il polo delle liste civiche.

Un’altra smentita arriva dall’ex consigliere Vito Falcone che ieri avevamo dato vicino a Leonardo Dongiovanni e al gruppo Area Popolare che fa riferimento al sottosegretario Massimo Cassano. Falcone smentisce formalmente di essere vicino a quel gruppo ma va oltre e smentisce di sostenere il candidato sindaco del PD Maurizio Liuzzi. Peccato che noi avevamo scritto altro rispetto ad Area Popolare: Nonostante l’accordo nazionale non è scontato l’appoggio di questa nascente lista al PD locale”. Forse Falcone avrà letto distrattamente il nostro articolo e gli è sfuggito questo passaggio.

L’ultima smentita di giornata è di Pippo Tisci che sul suo profilo Facebook scrive in modo inequivocabile: ribadisco e confermo la mia inamovibile, certa ed immutabile decisione di non partecipare attivamente alle prossime consultazioni amministrative, in coerenza con quanto annunciato all’inizio del mio primo mandato”.

Servirà una buona bussola per orientarsi in quella che probabilmente sarà la più confusa ed incerta campagna elettorale degli ultimi venti anni.

 

 

 

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