Bocciata la richiesta danni presentata al Comune dalla curatela della ditta che costruì la Coop

Il Tribunale di Bari ha bocciato la richiesta di un eventuale risarcimento avanzata dalla curatela fallimentare della “Distefano Costruzioni”, l’impresa che costruì il centro polifunzionale “le Torri” in via Giulio Pastore, nei confronti del Comune di Gioia del Colle. La richiesta ammontava a circa 21 milioni di euro. La curatela è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali. Richiesta rigettata anche per la società “Dott. Nicola Di Sabato Real Estate sas”, che aveva chiesto la risoluzione contrattuale e risarcitoria nei confronti del fallimento con richiesta di risarcimento del danno nei confronti del Comune.

In partica, avrebbe attribuito al Comune la responsabilità di aver rilasciato provvedimenti che avrebbero portata la ditta ad impegnarsi in una lunga e onerosa iniziativa imprenditoriale “rilevatasi non solo inutile, ma idonea a determinare il dissesto della stessa società”, ora sotto curatela fallimentare.

Ma il giudice, la dott.ssa Paola Cesaroni, non ha ritenuto attribuibili al Comune le sorti della Distefano, in quanto “la condotta tenuta dall’amministrazione – si legge nelle motivazioni della sentenza– avvalora la conclusione di un’assoluta buona fede dell’ente convenuto e dell’insussistenza di un addebito di negligenza” tanto che il Comune, fino all’ultimo, ha voluto trovare soluzioni che evitassero la demolizione del manufatto, cercandop una alternativa, ad esempio con l’adozione di un piano di rigenerazione urbana.

Inoltre la società di costruzione era indubbiamente qualificata nel settore e non incapace e inesperta al punto da non valutare le caratteristiche dei suoli all’interno del Piano regolatore, acquistati nel 2002. E ancora, scrive il giudice, “deve ritenersi che l’amministrazione avesse correttamente assentito alla realizzazione del centro polifunzionale al momento del rilascio dei primi atti abilitativi (rimasti vigenti e non annullati) e che tale valutazione di compatibilità del centro polifunzionale con il PRG e le relative norme tecniche di attuazione sia venuta meno all’esito delle modifiche apportate col il permesso in variante”.

La sentenza sostiene anche che la domanda di risarcimento risulterebbe infondata in quanto la richiesta di concordato preventivo della Distefano fu depositata nel 2008, e si evincerebbe “l’esistenza di una situazione di presumibile insolvenza della società a prescindere dalla vivenza amministrativa  giudiziaria oggetto del nostro giudizio e posta alla base del danno lamentato”.