Atrebil e “Natale in piena crisi di nervi”

atrebil 15dic

Proseguono gli appuntamenti per il periodo natalizio organizzati dal Comune. Il 15 dicembre in un chiostro gremito ha raccolto consensi “Natale in piena crisi di nervi”, realizzato da Atrebil Teatro, un gruppo di entusiasti appassionati di teatro nato nel 2006.

Lo spettacolo proposto consisteva in una serie di letture recitate, ovviamente di impronta natalizia, ma dal taglio piuttosto originale, come tradito fin da subito dal titolo stesso: una simpatica e riuscita parodia delle contraddizioni e delle nevrosi delle quali, chi più chi meno, tutti noi facciamo esperienza durante le festività.

E così, partendo da un rivisitato percorso dei Magi, tutti i temi tipici del Natale sono stati trattati con massicce dosi di ironia. In primis, il consumismo e la corsa agli acquisti: dai giocattoli più belli, “emblema di una solitudine cosmica”, alla ricerca dell’elettrodomestico più innovativo, con protagonista sovrano il telefonino, fino al bagnoschiuma più profumato, l’ansia spasmodica di fare un bel regalo ci travolge imperiosa. Per non parlare dei pranzi in famiglia, con portate infinite e troppo abbondanti. Il presepe infine: la Sacra Famiglia non si trova più in un’umile capanna, ma in “un villino con vista panoramica su Betlemme”, in cui tutti gli edifici del presepe e i suoi personaggi sono sottoposti ai vincoli e ai costi delle normative edilizie e urbanistiche.

Le nevrosi naturalmente non ci risparmiano neanche a Capodanno, secondo il modo in cui lo vogliamo trascorrere. Il solitario finge orgoglio per la sua decisione di sottrarsi a questo rito collettivo, ma in realtà si fa travolgere dalla sua solitudine stessa; non sono da meno l’ansioso, il cui stress per l’evento lo porta ad avere le coliche, o l’esotico, il cui tanto agognato capodanno nel monastero in Cappadocia va in fumo a causa dell’aereo cancellato. Gli innamorati invece vedono sconvolto la loro intima cena a due a causa dell’arrivo improvviso di orde di amici: buon ultimo, il mite e mai capace di dire no signor Garzoli, la cui casa ad ogni fine anno, senza mai saltarne uno, è perennemente sede di giganteschi e imperdibili veglioni.

Dopo questa divertente galleria di tipi umani, lo spettacolo ha avuto un degno finale con la lettura di un testo di Erri De Luca tratto da “Opera sull’acqua e altre poesie”. Il contrasto fra la riflessione finale sulle cose che davvero hanno valore nella vita e i precedenti racconti delle effimere ansie consumistiche non poteva essere più stridente ed efficace.

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