Assolto il 24enne gioiese arrestato con l’accusa di spaccio di hascisc. Parla l’avvocato

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Dopo la pubblicazione dell’articolo riguardante l’arresto di un giovane di Gioia del Colle con l’accusa di spaccio di hascisc (Leggi qui), nella mattina di ieri, difeso dall’avvocato Pippo Colapinto, il ragazzo è stato processato per direttissima ed è stato assolto da ogni accusa, perchè il fatto non sussiste.

Questo il comunicato dell’avvocato difensore.

“Per quanto concerne il Vs articolo così intitolato “Locale diventato luogo di spaccio in zona centrale. Nei guai un incensurato”…in mattinata, dopo aver convalidato il fermo dell’imputato, La dott.ssa Anna Perrelli, designata per il Giudizio c.d. direttissimo,  ha accolto la linea difensiva dall’avv. Pippo Colapinto il quale, optando per il rito abbreviato, anziché per l’applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 cpp (c.d. Patteggiamento) con cui l’imputato confessa di aver commesso il reato ascrittogli, ha dimostrato che l’imputato tantomeno il locale in questione, luogo d’incontro e di svago di diversi ragazzi, circa una quindicina, di cui 4 responsabili e conduttori dello stesso, tutti regolarmente assunti presso altrettante attività commerciali correnti in Gioia del Colle, non svolgeva nessuna attività di spaccio anche perché sin dall’età di 14 anni ha sempre prestato attività lavorativa con duro lavoro dalle 16 del pomeriggio sono a tarda notte e l’immobile veniva e viene utilizzato per incontrarsi e giocare qualche partita a carte, tra cui burraco, poker, scopa napoletana e chiacchierare in spensieratezza e tranquillità.

Infatti sia i punti delle stesse giocate nonché qualche irrisoria vincita di appena 10 massimo 50€, il più sfortunato, veniva annotata su di un block-notes nonché su fogli di carte che a volte restano all’interno delle mura amiche. Inoltre è stato dimostrato che l’imputato fosse autonomo economicamente e non avrebbe avuto bisogno di cercarsi somme in maniera illecitata che a volte restano all’interno delle mura amiche.

Pertanto il Giudice, visto l’art. 530 cpp assolve dal reato a lui contestato perché il fatto non sussiste. Ordina la confisca e la distruzione delle sostanze stupefacenti e del materiale ci confezionamento in sequestro e la immediata restituzione delle somme di denaro”.