Anna Curci: “Un progetto civico slegato dai riti dei partiti politici”

Unica donna e la più giovane candidata sindaco di queste elezioni comunali, Anna Curci si presenta alle elezioni sostenuta da una lista civica.

Signora Curci, lei è l’unica donna candidata sindaco, giovanissima e soprattutto alla prima esperienza politica. Come nasce la sua candidatura e in quale area politica vi collocate?
Il nostro è un progetto civico, slegato dai riti e dai condizionamenti dei partiti e nato con l’intenzione di cogliere il meglio di quelle energie che la città non ha ancora espresso o che non hanno trovato, finora, una proposta nella quale identificarsi. In realtà, non si può parlare di un momento specifico nel quale è nata la candidatura ma della naturale prosecuzione di un percorso collettivo. D’altro canto, che senso ha limitarsi ad elencare storture e scelte sbagliate altrui, se poi non ci si rimbocca le maniche e si delega ad altri il cambiamento? Ci siamo detti che questo era il momento migliore per provare a metterci in gioco e a mettere delle competenze a disposizione di una nuova Gioia.

Nel caso non vinceste al primo turno o non andaste al ballottaggio che cosa intenderete fare?
Non è una questione all’ordine del giorno: ora ci interessa lavorare per spiegare e diffondere i nostri progetti, auspicando che possano riscuotere la fiducia della maggior parte dei gioiesi al primo turno. Tutto il resto verrà dopo ed abbiamo il programma ad illuminarci. Qualsiasi discussione o convergenza potrà realizzarsi unicamente sul programma, permeabile ad eventuali integrazioni ma in nessun modo contrattabile.

Nel caso di vittoria, vi troverete con un Bilancio già approvato e con le casse vuote e i fondi europei, nazionali che si stanno prosciugando. In ambito fiscale come intende agire per rispondere alle esigenze della Città?
Le due prospettive vanno distinte e lo scenario non è poi così tetro: un conto sono i tagli ai trasferimenti statali. Un altro i fondi ai quali poter attingere, dai bandi per la programmazione comunitaria 2014-20 ai fondi per lo sviluppo rurale o per la rigenerazione urbana, solo a citarne alcuni. Possiamo, ad esempio, predisporre uno sportello comunale che faciliti l’accesso a queste risorse e metta i cittadini al corrente sulle modalità di fruizione di tali vantaggi. Inoltre, in attesa di capire – carte alla mano – la reale situazione finanziaria del Comune, occorre internalizzare la gestione dei tributi, in un’ottica di valorizzazione del personale interno e prevenzione di eventuali condotte poco limpide da parte di affidatari.

Che cosa intende fare per migliorare il traffico cittadino: quali sono le criticità e quali le soluzioni?
Le soluzioni possono essere molteplici: si possono rivedere alcuni sensi di marcia, si può rimettere mano alle piste ciclabili o pensare a delle pedonalizzazioni mirate, sperimentandole in via temporanea, in occasione di appositi eventi che rilancino il commercio. Il sistema di viabilità, però, va di pari passo con quello urbanistico e la priorità deve essere adeguare il pug ai piani regionali vigenti, in modo da riguadagnare terreno in termini di programmazione. Riqualifichiamo, quindi, i centri nevralgici della città, ripensiamo al loro utilizzo e poi stabiliamo in quale modo siano collegabili in maniera efficace.

Che cosa intende fare per la Spes? Va chiusa o rilanciata?
Chiudere la Spes significa sprecare un patrimonio di esperienza e competenze. Non solo si può rilanciare, ma lo si può fare se non si trascura l’importanza di un ruolo della città nell’Aro (ambito di raccolta ottimale), chiaramente puntando a salvaguardare i posti di lavoro e investendo, di pari passo, sull’implementazione della raccolta differenziata, ormai realtà in molti comuni di Puglia.

Nel suo programma si parla di un rilancio culturale di Gioia, sfruttando Matera 2019. Con quali mezzi economici?
Per rilanciare Gioia attraverso la Cultura basterebbe, in primis, valorizzare risorse che già abbiamo: penso al Castello, a Monte Sannace, al Centro Storico, a quello che ha fatto Bitonto con “Cortili aperti”. Promuoviamo momenti nei quali i nostri giovani ciceroni raccontino a turisti e concittadini le nostre bellezze , mettiamo a disposizioni un servizio navetta che faciliti gli spostamenti degli ospiti. Su Matera2019 tutta l’area barese giocherà, per motivi logistici, un ruolo determinante ma bisogna essere pronti e l’esperienza dell’intesa tra Comuni “Cuore della Puglia”, nata per Expo, dimostra che si può fare senza spostare somme faraoniche. E non dimentichiamo l’apporto che può venire dai prossimi bandi comunitari della programmazione 2014-2020.

Gli atti di cronaca nera di cui si legge, potrebbero essere lo specchio di un degrado economico e sociale che si sta radicando nella Città. Qual è la sua soluzione?
Le vicende di cronaca non vanno sottovalutate e siamo al fianco delle forze dell’Ordine nella lotta alla criminalità e al malaffare. Alle istituzioni, però, il compito di fare prevenzione, senza rendere il paese una caserma. Vogliamo pensare ad aree presidiate o video sorvegliate, come la villa comunale? Non lo escludiamo ma la via maestra sia restituire alla città spazi illuminati, vivibili e oggetto di programmazione di eventi a lungo raggio, in modo da sottrarre tali luoghi alle zone d’ombra nelle quali attecchiscono più facilmente fenomeni di degrado sociale. La via maestra sia la formazione giovanile, la rete di protezione sociale con le associazioni, l’investimento sulle strutture e sulle dotazioni sportive, la riqualificazione degli spazi periferici con il Piano Casa. La percezione della sicurezza è cosa diversa da un paese blindato.

Con quali azioni e strumenti intende rilanciare l’economia locale?
Oltre alle misure già citate in fatto di commercio e cultura, ausilio importante può essere il sostegno all’imprenditoria e alla piccola e media impresa, con servizi di tutoraggio per giovani che intraprendano la libera iniziativa. Nella stessa direzione vanno il marchio Dop per gli operatori del comparto agricolo e caseario ed il recupero dei laboratori di “arti e mestieri”. Le linee guida dovranno essere: valorizzazione del patrimonio esistente, coinvolgimento delle varie associazioni di categoria e attenzione a quelle risorse che l’Ue, e non solo, mette a disposizione per moltiplicare le possibilità di investimento, come istituzioni e al fianco dei singoli. Si metterà in modo un meccanismo virtuoso che ci restituirà un ruolo centrale nell’area metropolitana. Chiudersi nel nostro orticello non ci porterebbe da nessuna parte.