Amministrative 2019/Passerotti parla di welfare e Colacicco di maggior dialogo con la Città

“Mi sono chiesto quale debba essere il filo conduttore della nostra campagna elettorale. Quando c’è una amministrazione che finisce il suo mandato prematuramente viene facile parlare di cambiamento. Non è andata bene, proviamo a cambiare, si dice. Invece io non dirò questo. Occorre un cambio di modi, di interpretare la funzione del cittadino, il quale deve partecipare, deve informarsi e deve sentirsi coinvolto nelle dinamiche politiche”.

Così il candidato sindaco del Movimento Prodigio, Donato Colacicco, presenta il suo “candidato assessore” al Welfare, Valerio Passerotti, nella sfida elettorale che vedrà impegnata Gioia del Colle questa primavera, riportando l’attenzione alla solidarietà e accoglienza, concetti fondamentali “indipendentemente dall’amministrazione che ci sarà”, ha precisato Colacicco.

Domenica nel palazzo Tateo, il Movimento ha parlato della parte del programma riguardante il settore sociale in tutte le sue sfaccettature.

Ricordando Franco Ferrara e i suoi studi sul welfare, Passerotti, parla di coniugare quello partecipativo, con la copregettazione insieme alle associazioni, a quello generativo, citando i valori della solidarietà, della pari dignità sociale e del dovere di migliorare il paese, tutti elementi legati assieme dalla Costituzione italiana.

Nel programma si prevedono sei comitati di quartiere, come quello Rinascita: per loro uno spazio comune per elaborare i progetti di partecipazione. Insieme nascerà la Casa delle associazioni. Verrà sponsorizzato il volontariato civico e verrà dedicato un assistente sociale per il mondo dei minori e per quello dei disabili. Per gli anziani si potenzierà il centro polivalente con un sportello Alzheimer per la diagnosi precoci e per il sostegno alle famiglie.

Particolare attenzione sarà riservata al mondo dell’immigrazione “un fenomeno epocale che non può essere arginato a colpi di decreti. Per tenere lontano il mondo della criminalità dal mondo dell’immigrazione e della migrazione è necessario che lo Stato si metta di mezzo e un validissimo strumento è lo Sprar” (Sistema nazionale di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), nel quale il Comune è parte attiva e partecipa con progetti insieme alle associazione a bandi per la gestione degli immigrati, i quali non potranno superare tre unità ogni mille abitanti.

La conclusione della serata è stata di Colacicco che tornando sull’importanza delle persone ha ammesso la mancanza di dialogo con la gente durante la precedente amministrazione: “non possiamo chiuderci nelle stanze comunali, – ha detto – perché se si perde la connessione, il dialogo, con la gente, non si comprende che cosa si sta facendo. Riconosciamo l’errore e siamo consapevoli di quello che è accaduto nella precedente amministrazione, nella quale ci sé buttati a capofitto a risolvere i problemi, perdendo però il legame con la Città”.