Amministrative 2019/ Parla Roberto Cardilli, candidato sindaco del Partito Comunista

Il Partito Comunista a Gioia del Colle scende in campo per le prossime Amministrative di maggio con una lista composta da 14 membri e un proprio candidato sindaco, Roberto Cardilli, che abbiamo incontrato.

Lei è l’ultimo candidato sindaco in ordine di tempo a presentarsi alle elezioni Amministrative di Gioia del Colle. Come mai questa scelta?
Abbiamo deciso di candidarci, ma prima abbiamo provato a formare una lista, avventurandoci infine nella raccolta delle firme. Una volta definita la parte più burocratica, potevamo essere pronti per questa campagna elettorale.

Come gruppo, anche nazionale, abbiamo la necessità di ricostruire il Partito Comunista con tutto il suo bagaglio di valori rivoluzionari marxisti leninisti, alla luce del fatto che la stagione del riformismo non ha più ragione di esistere: il riformismo ha fatto le leggi peggiori sul mondo del lavoro.

Perché non avete sostenuto la coalizione di centro sinistra che fa capo a Donato Paradiso?
Il Gruppo Atlante, che ha tra i suoi scopi formazione politica e culturale, composto da gran parte di coloro che militano nel Partito Comunista, non si è mai avvicinato alla coalizione di Paradiso. Il Gruppo è stato invitato a partecipare ad alcune riunione, ma non il Partito Comunista. Al di là di questi formalismi, il gruppo Atlante ha sempre espresso forti perplessità sul modo di portare avanti la formazione della coalizione.

Del resto il Partito Comunista sia a livello locale sia nazionale non si allea con nessuno.

In caso di ballottaggio chiederete l’affiliazione o vi affilierete con altre realtà?
Non chiederemo nessuna affiliazione, né dichiareremo libertà di coscienza al nostro elettorato. Insomma lo spartiacque con le altre coalizione è netto e rimarrà tale.

La sua campagna elettorale di fatto inizia adesso, quindi in forte ritardo rispetto agli altri. Qual è la vostra agenda elettorale?
Già dal 25 aprile iniziamo con un presidio in Piazza Plebiscito che divulgherà i valori della Resistenza e della lotta al nazifascismo. Staremo in Piazza anche il 1° maggio per cominciare a parlare del nostro programma.

Quali sono le linee guida del programma?
Ci concentriamo su tre parole: Pace e quindi la situazione internazionale; il Lavoro che non c’è e la Giustizia sociale per combattere le disuguaglianze.

Tra i problemi che attanagliano il nostro Comune vi è la questione finanziaria su cui sarà necessario fare una attenta ricognizione di tutte le voci di spesa con una lotta importante all’evasioni fiscale, ricorrendo, là dove ci fossero le condizioni, ad eventuali denunce per danno erariale.

Vi è anche il grave problema della viabilità da affrontare.

La cultura dovrà avere una componente popolare. Sui grandi eventi come il Palio delle Botti noi vogliamo, ad esempio, che si sviluppi un approfondimento sulla produzione e commercializzazione enologica.

Altro argomento su cui ci concentreremo è la sanità con un potenziamento dei servizi su Gioia che stenta ad arrivare.

In caso di vittoria, come sarà composta la Giunta?
I membri saranno scelti in base alle competenze e sulla condivisione dei nostri valori, quindi persone attente alle fasce più deboli che più hanno patito in questo periodo di crisi. È in questa guerra tra poveri che poi cresce il populismo.

Qual è la sua ricetta per aiutare l’economia del paese?
La mia preoccupazione è salvaguardare il settore agricolo ed enogastronomico, proteggendo i prodotti locali. Se pensiamo all’olio, occorre fare divulgazione scientifica sulla prevenzione da xylella.

Qual è la sua posizione sulla questione Coop?
Occorre capire a che punto siamo arrivati. Il problema ha radici lontane e in parte siamo d’accordo con il piano di rigenerazione urbana. Quella zona merita in ogni caso attenzione sia per i lavoratori sia per la qualità del quartiere.

Qual è l’ingrediente che i vostri avversari non hanno?
Noi abbiamo una direttrice ben delineata concentrata sull’umanizzazione della società. Nei miei avversari non vedo una visione globale dei problemi. Ho seguito la polemica che alcune “razze” potessero essere peggiori di altre, parlando, di fatto, alla pancia dei cittadini e non entrando nel merito dei problemi.

Come sarà la sua campagna elettorale?
Nella nostra campagna elettorale oltre a parlare del programma gioiese parleremo anche della questione europea.