Amministrative 2019: la situazione del centrosinistra

Orientamento formativo e riorientamento

Orientamento formativo e riorientamento

Con la presentazione di una proposta di programma alla Città da parte del Movimento Prodigio domenica prossima presso la sala De Deo alle 17.30 e l’ufficialità del loro candidato Sindaco Donato Colacicco, insieme alla ufficializzazione del candidato Sindaco per tutto il centrodestra dell’avv. Giovanni Mastrangelo, tocca ora al centrosinistra esprimere un proprio nome in vista delle elezioni amministrative che si terranno a Gioia del Colle in questa primavera.

Centrosinistra che in questi mesi, tra alti e bassi, desideri di unione e alcune posizioni inconciliabili, non ha ancora espresso nemmeno una rosa di nomi a candidato sindaco. La Bottega aveva fatto il nome di Donato Paradiso, il quale fece un passo indietro per aprire ad un dialogo senza pregiudizi con le altre forze.

Una cosa però è certa: la quadra, cioè la possibilità di unire tutti i gruppi o movimenti politici che orbitano nell’area di centrosinistra, non si riesce a trovare,  dimostrando difficoltà a stare insieme e producendo, per ora, una situazione di stallo.

“Non parlerei di una situazione di stallo del centro-sinistra quanto, piuttosto, di uno stallo di alcune componenti dello stesso.  – Sottolinea il segretario del Partito Democratico, l’avv. Maurizio Liuzzi – Difatti alcuni gruppi, in particolare PD, La Città e Prima Gioia, hanno già aderito alla coalizione progressista; altri, costituiti e costituendi, verranno incontrati ufficialmente nelle prossime ore; altri ancora, invece, quali la Bottega ed ASinistra, continuano a tentennare per motivi diversi. La prima, da mesi, rifugge da incontri tematici, rifiuta le primarie e rilascia dichiarazioni offensive nei confronti dei potenziali alleati, denotando, aldilà delle dichiarazioni di facciata, una reale mancanza di volontà circa la coltivazione di un percorso comune. Con ASinistra, invece, si sono tenuti due incontri tematici, nei quali si è discusso unicamente di programmi, in maniera proficua e condivisa, motivo per cui non intendo il motivo di questa attesa. Occorre uno scatto di reni, un moto di orgoglio, una forte presa di coscienza ed un definitivo segnale di responsabilità che porti non già ad atteggiamenti di contrapposizione meramente ideologica e pregiudiziale (come per la Bottega) o di abbandono del campo (come per ASinistra). Occorre un comune argine al populismo, agli estremismi ed alle destre per garantire alla nostra Comunità risposte immediate alle emergenze sociali, di contrasto ad ogni forma di disuguaglianza e sfruttamento. Occorre assicurare al popolo del centro-sinistra e dei moderati un proprio riferimento che possa puntare non solo a vincere ma a governare”.

Proprio ASinistra infatti precisa che “Preso atto a Dicembre che l’individuazione della regola per determinare il candidato sindaco unitario ha portato all’immobilismo, ci siamo fatti carico di azioni diplomatiche tra i due schieramenti di centrosinistra, attraverso cui è stata anche individuata la regola suddetta. Attendiamo di sapere se, sulla base di questa, potrà costituirsi il tavolo definitivo tra tutte le forze del perimetro per esprimere il candidato.

Consideriamo l’unità condizione indispensabile per non mortificare ulteriormente la comunità gioiese di centrosinistra, rischiando di ridurne i valori a mera testimonianza.

Non dobbiamo sottrarci a reciproche riappacificazioni ma all’abbraccio oscurantista di una destra a trazione leghista.

Senza tale sinergia di forze mediteremo sulla opportunità di partecipare alla competizione elettorale”. Quindi o si va insieme o il neo movimento rimarrebbe a casa, vincolando la sua esistenza solo ed esclusivamente all’unione delle sinistre.

Ma a rimpolpare le fila, potrebbe arrivare il Movimento Politico A.R.E.A., che ufficializza la sua posizione e prende le distanze dalle tante speculazioni fatte nelle ultime settimane. “Il gruppo ha ritenuto di non confluire nel progetto politico che si è delineato nel centrodestra, – precisa in una nota – pur dato vincente da molti osservatori e addetti ai lavori: l’alleanza con alcune forze politiche marcatamente antieuropeiste, populiste e storicamente avverse al Mezzogiorno è contraria ai principi che A.R.E.A. ritiene propri e identitari”. E’ chiara quindi la sua vocazione di centrosinistra.

“Se da un lato i nostri convincimenti potevano trovare adeguata espressione nel progetto ritenuto la principale alternativa al centro-destra, – continua –  non abbiamo condiviso le modalità con le quali tale percorso è stato improntato. Arenandosi spesso su diktat pregiudizievoli, sgraditi e sgradevoli sulle persone, piuttosto che focalizzarsi sul contributo che ciascuno avrebbe potuto offrire per la costruzione di un’alternativa credibile, è parso che l’obiettivo fosse più rincorrere quella o quell’altra forza, piuttosto che creare i presupposti per un progetto di governo lungimirante e realizzabile insieme. Un progetto che pertanto già sul nascere ha dimostrato un’infruttuosa volontà di fare sintesi attorno a diverse visioni e un decisivo e dannoso ritardo nel farsi proposta alla città. A.R.E.A. è disponibile a essere soggetto attivo e propositivo in un progetto meritevole che guardi al bene della città a patto che esistano spazi di confronto paritetico sulle idee e non sulle persone.”

Ed anche qui la precisazione finale riguarda il fatto che se nessun progetto in campo dovesse convincere, anche Area potrebbe non scendere in campagna elettorale.

La Bottega per ora non rilascia dichiarazioni sullo stato dell’arte e aspetta una risposta definitiva sulla possibilità che il tavolo con tutti gli attori del centrosinistra si possa tenere, mentre il Pd, di fatto, sta già lavorando con due movimenti cittadini e a quanti aderiranno al progetto.