Amianto nella ex Termosud, aperta una inchiesta ma senza indagati

La Procura di Bari ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per inquinamento ambientale sull’ipotesi che nello stabilimento dell’ex Termosud di Gioia del Colle sia ancora presente dell’amianto, materiale cancerogeno estremamente pericoloso per la salute se viene inalato. Materiale che potrebbe essere stato nascosto o sotterrato all’interno dello stabilimento. Un’area dell’azienda è già stata individuata e vietata.

L’inchiesta è condotta dal procuratore aggiunto, Roberto Rossi. Scaturisce dal processo in corso sulla morte di dieci ex dipendenti Termosud forse causata dall’aver respirato polvere di amianto. Un ex operaio sentito come persona offesa ha infatti raccontato di aver visto nel 2013 una lastra di amianto. Si tratta di un periodo successivo alla bonifica di un alto forno e quindi alla rimozione del materiale cancerogeno. Che ci faceva una lastra di amianto nello stabilimento? L’operaio l’ha descritta: era lunga sei metri e larga 300/400 millimetri. Non voleva indicare il luogo per il timore che venisse rimossa, poi incalzato dal giudice ha risposto anche a questa domanda facendo scattare subito gli accertamenti.

Il pm Rossi ha affidato a due consulenti il compito di verificare se vi siano ancora tracce di amianto e secondo indiscrezioni dai primi accertamenti sembrerebbe che qualcosa ancora ci sia. Intanto continua il processo su dieci decessi e tre casi di malattie che hanno colpito ex dipendenti ancora in vita. Alla sbarra vi sono una decina di responsabili della Termosud.