Alessandro De Rosa pronto per un contributo nel centro sinistra

Alessandro De Rosa, Consigliere comunale nella passata legislatura, eletto con Prodigio, passato poi nel Gruppo Misto, di fatto tacciato di tradimento dal suo gruppo di origine, è stato tra i più suffragati nell’elezioni comunali del 2016. Potrebbe essere una colonna importante in quella coalizione delle sinistre gioiesi che si sta cercando di tessere in vista di maggio 2019.

Non avendo, fino ad ora, una identificazione precisa, avendo una esperienza politica in movimenti civici, ha incontrato praticamente quasi tutti i partiti di Gioia del Colle.
I periodi antecedenti la campagna elettorale devono per forza concentrarsi sul dialogo, inteso come arricchimento del proprio bagaglio culturale e di esperienza. Non è possibile isolare persone solo per motivi pregiudiziali, ma eventualmente capire se ci sono strade su cui convergere o meno, ma sempre avendo a mente il bene del proprio paese.

In quale area riconosce di appartenere?
In linea di massima è auspicabile che non si inseguano opportunismi personali, ma la propria impostazione, per rispetto di se stessi e dei propri elettori.

Ritengo quindi di riconoscermi in un campo progressista e quindi di centro sinistra.

Oltre che con il Partito Democratico, si è visto con La Bottega, la realtà che più di tutte ha posto dei paletti sul riconoscimento delle realtà appartenenti al centro sinistra.
Le anime del centro sinistra hanno diverse sfaccettature, dai più estremisti ai più moderati, per cui l’unica preoccupazione che ci si deve porre è se le personalità che vogliono far parte del progetto di riunire le sinistra, abbraccino o meno i valori di questo ambito.

È importante spogliarsi dai personalismi: se si è in sintonia l’obiettivo è mettere insieme le energie, limando le posizioni più estreme. In questo modo sarà possibile costituire una offerta politica prelettorale credibile, ma anche e soprattutto postelettorale.

Le vantano già una lista di nomi già pronta.
Accanto a me c’è stato sempre un gruppo di amici, all’interno del quale c’è sempre stata fiducia reciproca e con cui c’è un continuo confronto. Da ciò penso di partire per dare a questa campagna elettorale un contributo, che non è detto avvenga in maniera incondizionata.

Nel 2016 fu tra i più suffragati, pensa di ottenere lo stesso risultato?
Come non avevo una proiezione del risultato nel 2016, così non posso averla oggi. Ritengo che ogni campagna elettorale abbi auna sua storia. Certamente se dovesse esserci un mio impegno concreto non cambierò il mio modo di fare politica, cioè stare con la gente.

Ci sono delle esperienze fatte con Prodigio nel 2016 che riproporrebbe nel 2019?
Sì. In campagna elettorale porterei la stessa voglia di entusiasmare e di inglobare le energie più fresche e più giovani.

Mi distaccherei però da quello che è successo dopo le elezioni, stando attento a non tradire quell’entusiasmo con l’isolamento.

Tornando a questa coalizione di centro sinistra, quali potrebbero essere i punti di forza?
Il potenziale è immenso, nella misura in cui riprende in mano temi che gli sono propri e che ora vengono usati da altre forze che con la sinistra non c’entrano nulla.

Poiché il puzzle della campagna elettorale 2019 si sta completando, che cosa blocca l’unione di queste sinistre a Gioia?
Gioia del Colle rispecchia la storia della sinistra nazionale, fatta di lacerazioni interne anche vecchie, ma che potrebbero ripercuotersi anche nel presente.

La prossima tappa?
Auspico a stretto giro un tavolo con tutte le forze, non solo politiche, che diano il proprio contributo programmatico.

Nel caso non si raggiunga l’accordo delle sinistre che cosa succederebbe?
Non lo auspico. Sarebbe la Città a perderne, perché non avrebbe una scelta politica equilibrata.