Accoglienza Responsabile dice no alla violenza e denuncia sesso a pagamento e lavoro nero tra i migranti

Coordinamento Accoglienza Responsabile, la realtà di Gioia del Colle che ha come mission  l’integrazione dei migranti condanna ogni tipo di violenza anche verbale.

È quanto emerge da una nota nella quale prende le distanze dai fatti di violenza verificatasi ai danni di una signora violentata da un uomo proveniente dal Niger ospite del Cara di Bari.

Da qui l’escalation di violenza verbale nei confronti degli uomini di colore e verso quella parte dei cittadini che difendono la buona fede degli ospiti che abbiamo a Gioia del Colle.

La violenza sulle donne è da condannare, sempre e comunque. – sottolinea l’associazione – Eppure la violenza sulle donne non è affatto un problema di stranieri, anche se gli sciacalli non sono interessati alla verità. I dati Istat fotografano questa realtà: le donne violentate dagli stessi partner (italiani) sono sei casi su dieci. Ma puntualmente torna, insieme alla notizia di cronaca, il problema dello straniero. Fa strano vedere come non sempre le notizie di stupri, violenze sessuali e domestiche abbiano la stessa eco mediatica, la stessa dose di indignazione”.

Negli ultimi tempi, soprattutto sui social,  i “migranti vengono associati alle violenze sessuali, ma non esiste una correlazione statistica tra aumento dell’immigrazione e aumento dei reati. – evidenzia ancora – Qualcuno si è preso la briga di verificare se presso la locale compagnia dei Carabinieri siano aumentate le denunce per furto (le famose biciclette) o per molestia da quando nel nostro paese sono presenti ragazzi e famiglie extracomunitarie?”

Confidando sempre nel lavoro della Magistratura gli associati del Coordinamento ammettono “Non ci nascondiamo dietro un dito e riconosciamo, anche pubblicamente un altro fenomeno: la sessualità offerta e comprata che si consuma tra alcuni nostri concittadini e alcuni richiedenti asilo presenti nel nostro territorio, sia donne che uomini. Sesso a pagamento o l’offerta di lavoro in nero in campagna, dall’odore di caporalato e sfruttamento. È evidente che la realtà non sia una figura piana, ma un poliedro e abbiamo il dovere morale di osservarlo sotto ogni prospettiva. Non farlo significa creare un cortocircuito tra Giustizia e Libertà. C’è chi preferisce creare terrorismo psicologico, fare di tutta l’erba un fascio e condannare l’accattonaggio davanti al supermercato e chi, per “legittima richiesta di umana solidarietà”, risponde offrendo una mano di aiuto. L’accattonaggio, come la mendicità, non è più un reato in Italia, a meno che questo non avvenga mediante lo sfruttamento di minori ,né esiste alcuna correlazione tra lo stesso e i fenomeni di violenza”.