25 Aprile, Gioia ricorda

Oggi, 25 aprile, si è tenuta in Piazza Cesare Battisti la commemorazione per il 74° anniversario della Festa della Liberazione. Sono state ricordate anche le vittime dell’oppressione nazifascista italiana morte e disperse.

Hanno partecipato tutte le autorità civili e militari Gioia del Colle, insieme al Commissario prefettizio di Gioia del Colle Umberto Postiglione e al comandante della Base dell’aereonautica militare Emanuele Spigolon.

La cerimonia è iniziata con  il patriottico Inno di Mameli, posizionando la corona di alloro al Monumento dei Caduti, poi il comandante Spigolon ha letto un messaggio del Ministro della Difesa Trenta che ha descritto come quella vittoria sia simbolo di risorgimento per il  nostro Paese e di come da quel momento gli italiani riconoscano un sentimento di patriottismo e libertà, aprendo così una strada verso l’attuale Repubblica. Sono questi i valori che ci appartengono e che dobbiamo difendere, ha scritto ancora la Ministra, perché anche la nostra storia ci insegna che nulla è scontato e dobbiamo aiutare quelle persone che nel mondo sono ancora soggette a discriminazioni. I nostri militari sono quindi eredi di quegli uomini che combatterono quel 25 aprile 1945, fianco a fianco per la propria libertà.

In seguito l’ufficiale ha aggiunto che dev’essere un onore per un uomo morire per difendere il suo Paese e i suoi diritti e per dare una possibilità alle future generazioni.

Il commissario Postiglione è infine giunto con un ultimo e profondo discorso su questa celebrazione, parlando di come i militari contribuiscano a salvaguardare la Nazione e degli uomini delle Forze dell’ordine che ci proteggono dalla criminalità e dai pericoli quotidiani. Infatti oggi è una festa anche della democrazia, ma questo giorno ci deve ricordare soprattutto gli uomini che combatterono per noi una guerra vera e per i diritti dell’uomo.

E così è finita questa manifestazione piena di ricordo e devozione verso gli uomini che hanno difeso e combattuto per i nostri diritti e la nostra libertà.

Alla fine un gruppo di turisti in bicicletta, che ha assistito alla celebrazione, ha intonato la canzona partigiana famosa in tutto il mondo “Bella Ciao”: erano i nipoti di partigiani di Milano.